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Domande & Risposte sul Cooperative Learning

1. COME UTILIZZARE I DATI DEL SOCIOGRAMMA AFFINCHE' L'ETEROGENEITA' DELLE ABILITA' SOCIALI POSSA ESSERE SFRUTTATA IN MODO FUNZIONALE? 

Dipende dall'obiettivo dominante: il sociogramma può essere utilizzato per formare gruppi eterogenei dal punto di vista cognitivo, se l'obiettivo dominante è quello di formare abilità cognitive, ma sarà omogeneo dal punto di vista relazionale per permettere maggiore collaborazione e minori conflitti fra i membri del gruppo. Una volta identificati i soggetti con difficoltà di apprendimento potranno essere distribuiti nei vari gruppi e partecipare al raggiungimento dell'obiettivo cognitivo, sperimentando così un successo personale derivato dalla collaborazione nel gruppo di appartenenza. Se ho un obiettivo cognitivo è bene FORMARE GRUPPI ETEROGENEI COGNITIVI. Se ho un obiettivo relazionale è bene FORMARE GRUPPI ETEROGENEI RELAZIONALI I bambini che favoriscono le relazioni, distribuiti nei vari gruppi, aiutano a gestire i conflitti. 

2. COME FAR ASSUMERE LA RESPONSABILITA' DI UN RUOLO ASSEGNATO CASUALMENTE?  Definendo con chiarezza i compiti, lo scopo, i ruoli. Promuovendo la consapevolezza personale in precedenza con attività specifiche. Con l'interdipendenza da materiale. Promuovendo il senso di responsabilità individuale e di appartenenza. Essendo rassicuranti. Facendo sentire il ruolo assegnato, qualunque esso sia, come indispensabile per raggiungere lo scopo. Proponendo una molteplicità di attività per sperimentare ruoli diversi. Inoltre occorre considerare l'età dei bambini poiché potrebbe essere dannoso attribuire a qualcuno un ruolo per cui non si sente adatto. Far notare il vantaggio e l'utilità di un lavoro a coppie (hai riscontri maggiori e ci sono meno difficoltà). Preparando i bambini ad assumersi responsabilità, attraverso incarichi quotidiani informali. 
3. COME FAR SOCIALIZZARE GLI EGOCENTRICI?  Facendo loro capire che possono essere effettivamente di aiuto ad un compagno e che insieme potrebbero raggiungere un risultato migliore. Sottolineando le attenzioni che hanno ricevuto. Creando un obiettivo interessante per l'egocentrico, ma impossibile da raggiungere attraverso un lavoro individuale. Educando l'egocentrico ad una autovalutazione, ad una autocritica sul lavoro svolto individualmente per verificare la convenienza nel lavorare in gruppo. Creando l'interdipendenza da materiali. Riducendo al minimo il tempo per raggiungere lo scopo. Aiutandolo ad entrare in relazione prima in coppia, poi nel piccolo gruppo, per scoprire l'altro. 
4. COME INSERIRE NEI GRUPPI UN BAMBINO CON GROSSE DIFFICOLTA' DI APPRENDIMENTO? Assegnandogli compiti e ruoli adeguati alle sue reali capacità (motorie, cognitive). Facendolo lavorare in coppia con un compagno che lo stimoli, meglio in un piccolo gruppo, dove ogni membro ha un ruolo e dove possa sperimentare che anche il suo lavoro è utile per la riuscita del lavoro di tutti. Cambiare i ruoli per provare quelli più adatti alle sue reali capacità. Promuovere il lavoro in jigsaw. Darsi obiettivi minimi, verificabili in una settimana. Gratificando e pubblicizzando il suo progresso. Attribuendo ruoli in cui siano promosse le abilità sociali di "dare" e "ricevere" aiuto. Attribuendo il ruolo di tutor ad un membro capace del gruppo che lo affianchi nelle prime esperienze di lavoro e che lo guidi nelle procedure.
5. COME DISTRIBUIRE I LEADER ED EVITARE SUDDITANZE? Facendo gruppi eterogenei per capacità di apprendimento e abilità sociali assegnando ad ognuno un compito ben definito nel contenuto e nella procedura dal quale non si può uscire. Promuovendo prima attività in cui le competenze sociali da acquisire siano state il "dare" e il "ricevere" aiuto. Utilizzando l'interdipendenza di ruolo o di materiale. Stimolando i bambini, che normalmente non si propongono, ad assumere responsabilità o ruoli (per esempio di mediatore, di controllore del tempo, …). Assegnando a qualcuno il ruolo di stimolatore, facilitatore della comunicazione. 
6. COME AFFRONTARE IL PROBLEMA DI UN BAMBINO PROBLEMATICO CHE SI RIFIUTA DI LAVORARE IN COPPIA? Lasciandolo lavorare da solo per fargli sperimentare che è conveniente per lui entrare in un gruppo (strutturando un'attività in cui sia palese che il lavoro condiviso è più ricco e meno faticoso). Inizialmente facendogli sperimentare la positività del lavoro in coppia attraverso attività ludiche. Strutturando un'interdipendenza da materiale in cui non entri in gioco il cognitivo. Passare poi al cognitivo dove sperimentare l'utilità del gruppo (il risultato viene raggiunto prima e con minor fatica).

Pagina realizzata in collaborazione con gli insegnanti del settimo Circolo di Forlì che nell'anno scolastico 2002-2003 hanno partecipato alle supervisioni sul Cooperative Learning.

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